CORSO NAZIONALE D’AGGIORNAMENTO PER DOCENTI E FORMATORI
SCACCHI: GIOCO PER CRESCERE
Riposto, Giarre (CT) 27 – 30 Aprile 2006
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   E’ stato portato a termine con successo sia per il numero che per i traguardi raggiunti dai partecipanti il Corso Nazionale d’Aggiornamento per Docenti e Formatori “Scacchi: gioco per crescere“ organizzato dal Comitato Territoriale UISP di Giarre con il patrocinio della Provincia Regionale di Catania.

   Il corso (della durata di 25 ore), si è svolto dal 27 al 30 Aprile 2006 nei locali del Circolo Didattico “G. Verga” di Riposto (Catania), grazie alla disponibilità ed alla cortesia della Dirigente Scolastica Dott.ssa Tiziana D’Anna, che ha anche permesso di usufruire delle attrezzature della scuola quali computer, proiettore elettronico, due scacchiere didattiche magnetiche, scacchi, scacchiere ed orologi per i 25 corsisti.

   Ventuno il numero dei docenti, prevalentemente della scuola primaria, che hanno preso parte al corso assieme a quattro aspiranti istruttori, fra cui un Candidato Maestro e alcuni delle Categorie 1 e 2 Nazionali. Il corso ha interessato i docenti di ogni ordine e grado, tutti della Provincia di Catania, ed è stato tenuto dal responsabile del Corso prof. Dante Finocchiaro, coadiuvato dalla Dott.ssa Tiziana D’Anna, e dai proff.ri Salvatore Marano (Candidato Maestro) e Santo Spina (Prima Nazionale). Dopo l’accoglienza della Dirigente Dott.ssa Tiziana D’Anna e del saluto portato dal Presidente del Comitato Territoriale UISP di Giarre prof. Attilio Romano, ha subito aperto i lavori il prof. Dante Finocchiaro il quale, soffermandosi su quali sarebbero state le aspettative dei 25 partecipanti, ha proseguito col tracciare le finalità e modalità organizzative del corso. Obiettivo principale del corso è stato la valorizzazione degli aspetti formativi ed educativi del carattere dei giovani, quale veicolo di associazionismo e di cultura. L’apprendimento della tecnica del gioco rappresenta un mezzo per facilitare la crescita delle facoltà logiche e delle capacità di concentrazione, diventato disciplina sportiva riconosciuta dal CONI, può essere praticata da tutte le fasce d’età senza distinzione di sesso, e praticata anche da persone svantaggiate e/o portatori di handicap, utilizzata per il recupero dei giovani con difficoltà di apprendimento.

   L’insegnamento degli scacchi nella scuola primaria è stato uno dei tanti temi affrontati con particolare riguardo, in quanto interessava una larga maggioranza di docenti con poca esperienza su tale campo. Ma partendo dai requisiti fondamentali che deve avere un insegnante (conoscenza della disciplina, conoscenza psico-pedegogica, metodologica-didattica e relazionale), elementi atti a fare sviluppare i vari aspetti formativi degli alunni, si è giunti alla progettazione di un corso di scacchi nella propria scuola. A tale riguardo si sono date le indicazioni di una scheda di progetto con tanto di denominazione, responsabile, obiettivi, durata del corso, risorse umane, beni e servizi.

   Le giornate centrali sono state quelle dedicate, come da programma, all’alfabetizzazione scacchistica, per il gruppo di docenti poco pratici del gioco, mentre per gli insegnanti con esperienza hanno approfondito le dinamiche di strategie dall’apertura e sviluppo, ai finali fondamentali. Si e’ illustrato il tema della staticità e dinamicità dei pezzi, collegandoli ai concetti fisici della didattica curricolare nella scuola superiore, come lo spazio ed il tempo in un rapporto orario sempre crescente e di una visione posizionale. Interessante è stato il momento in cui, durante la pausa, il figlio undicenne di un partecipante ha intrapreso una partita con un docente. Il ragazzo con sicurezza muoveva i pezzi e dava nel contempo spiegazioni al suo avversario di rispetto, che già alle prime mosse si aveva fatto catturare un pedone ed un cavallo. Nel frattempo avveniva il rientro dalla pausa dei partecipanti che accortesi della partita in atto, facevano cerchio attorno alla scacchiera. Si ammirava con quanta armonia e velocità il ragazzino incrementava la cattura dei pezzi avversari, come affrontava e si preparava alla mossa, che risultava “chiave” per la risoluzione (problem solving) dando alla fine scacco matto e lasciando quasi tutti increduli.

   Il gioco degli scacchi non deve essere considerato fine a se stesso, ma va collegato alle varie discipline scolastiche e soprattutto la finalità di un progetto di scacchi non è lo sviluppo specialistico, né la preparazione agonistica che mira a formare campioni, ma l’acquisizione di abilità e competenze che concorrono alla formazione di individui capaci di interpretare la realtà, modificarla ed adattarsi ai diversi cambiamenti. Si è potuto constatare, che grazie al gioco degli scacchi nella scuola, si possono acquisire abilità e competenze specifiche del gioco, ma soprattutto attraverso l’acquisizione delle “regole“ gli alunni sperimenteranno la contrapposizione di trovarsi di fronte ad un avversario che, qualunque sia il risultato finale, vittoria o sconfitta, si dissolverà alla fine con una stretta di mano.

   L’ultima giornata del corso è stata dedicata maggiormente alla pratica del gioco, concludendo con una simultanea condotta dagli esperti, dove i docenti hanno potuto confrontare direttamente le proprie forze. A conclusione del corso il relatore, dopo aver consegnato gli attestati di partecipazione ai docenti, sì è complimentato con loro per l’attenzione, l’assiduità, l’interesse, la pazienza e l’impegno che hanno dimostrato augurando in ognuna delle proprie scuole l’avviamento di un progetto di scacchi.

 

Il responsabile del Corso

Prof. Dante Finocchiaro